Vedere voci

Riflessi e ombre

Vedere voci

Show Notes

Apriamo questa nuova puntata di Vedere voci con una citazione di Saul Steinberg, disegnatore di genio. Dagli inchiostri di Steinberg sono scaturite alcune fra le rappresentazioni più argute fra quelle che l’arte del Novecento abbia dedicato ai riflessi e alle ombre. Ma se è lo stesso Steinberg a dire che in natura non si dà alcuna simmetria all’infuori di quella orizzontale che l’acqua rimanda a ciò che vi si specchia, gli esseri umani possono trovare un ambiguo riflesso di sé nei propri fratelli e sorelle. A volte, in loro, possono veder prendere forma la propria ombra. Di fratelli e sorelle, di rispecchiamento e lati oscuri, di positivi e negativi, parleremo dunque in questa puntata, indagando sul modo in cui questi temi sono stati declinati in tre libri e accompagnandoci con le voci di scrittori, giornalisti e traduttori.

Se siete pronti per vedere voci, buon ascolto!

I libri di cui si parla in questo episodio sono:

* Tripla eco, di H.E. Bates. Traduzione di Giovanna Granato. Piccola Biblioteca Adelphi. 98 pp. Adelphi Edizioni 2026

* La sorellina, di Raymond Chandler. Traduzione di Francesco Pannofino. Fabula. 296 pp. Adelphi Edizioni 2026

* Amras, di Thomas Bernhard. Traduzione di Magda Olivetti. Piccola Biblioteca Adelphi. 104 pp. Adelphi Edizioni 2026

* Riflessi e ombre, Saul Steinberg con Aldo Buzzi. Biblioteca Adelphi. Adelphi Edizioni 2001

* Tutto in linea, Saul Steinberg. Adelphi Edizioni 2026

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Abituato alle false simmetrie che ogni buon disegno nasconde, Tullio Pericoli sa che dietro alcuni modi di dire possono celarsi trabocchetti. E allora, quel “... ha una bella età!” che si usa dire a proposito di chi abbia raggiunto venerabili traguardi anagrafici, nel titolo del suo ultimo libro si rovescia con garbata ironia: quella raggiunta in questi giorni da Pericoli - che il 2 ottobre compie novant’anni – è davvero una bella età, degna di essere celebrata con elegante understatement, come fosse una nota a margine fra le tante che il suo splendido taccuino di note di lavoro elargisce al lettore. E d’altra parte, come potrebbe non esser bella, un’età, quando permette di tenere solo ciò che è davvero essenziale a chi abbia fatto della sottrazione un modus operandi esistenziale oltre che artistico?

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