
Show Notes
La vice di Alice Weidel, nipote di un ministro di Hitler, ci spiega che per loro, la destra estrema di Alternative für Deutschland, questo è solo l’inizio: “i cittadini, che hanno problemi seri, li voteranno sempre più”.
Per capirli, questi problemi, siamo stati in giro a Berlino, sulle tracce di un Kebab (simbolo di tutti i mali tedeschi, dicono lì), poi abbiamo ascoltato il futuro Cancelliere.
Per questa Germania in crisi di identità e senza voce in Europa, Friederic Merz, a quanto pare, ha un piano. Basterà? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Ludovica Ciriello ha intervistato il generale Roberto Vannacci: è la sua prima intervista da leader del nuovo partito Futuro Nazionale. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dieci anni dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015.
Fuori la tempesta Benjamin che ha bloccato Francia, Svizzera e Belgio. Dentro, riunioni infinite per affrontare i tanti temi all’ordine del giorno: dal green deal all’emergenza casa, dai migranti all’Ucraina. E molti altri ancora. Siamo a palazzo Justus Lipsius, sede del Consiglio europeo (dove si riuniscono periodicamente i capi di Stato e di governo). Seguiamo il vertice nella grande sala stampa, piena di colleghi da tutta Europa. E lo facciamo, a più riprese nel corso della giornata, con Michele Esposito, numero uno della redazione Ansa a Bruxelles. È la nostra guida per capire di più di questo vertice oceanico, in cui il “tasso di europeismo” di Giorgia Meloni sembra un po’… sotto osservazione. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Le piazze in protesta, i corridoi di Bruxelles, le notti elettorali e i grandi vertici, i racconti dei protagonisti. Questo è Europost, il podcast di la7 che ogni settimana vi porta in Europa, lì dove l’Unione europea si fa o si distrugge. Segui e ascolta il podcast su tutte le piattaforme gratuite
C’è stato un tempo in cui tutta Italia parlava di lei: le piazze, le prime pagine dei giornali, la politica. Ilaria Salis, a poche ore dal voto che avrebbe potuto rimandarla nelle carceri di Viktor Orbán, ci porta con il suo racconto inedito nei giorni e nelle notti della prigionia ungherese. Quindici mesi di diritti violati, umiliazioni subite e violenze, finalmente raccontati con la sua voce. E ancora, le emozioni prima e dopo la pronuncia di Strasburgo che l’ha salvata per un soffio, anzi per un voto. Poi la risposta dura a chi, come Matteo Salvini e il generale Vannacci, l’accusa di voler scappare dal processo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices