
Show Notes
“Un uomo deve saper piangere”, diceva Sandro Pertini. Il 2 agosto 1980, tra le macerie della stazione di Bologna, il presidente piange davvero. Da quella scena comincia il racconto di un settennato che cambia il rapporto tra il Quirinale e gli italiani. In questa puntata Luca Bizzarri ripercorre l’elezione di Pertini nel 1978, mentre il Paese è ancora sconvolto dall’omicidio di Aldo Moro e dagli anni di piombo, e racconta un presidente che non vive al Quirinale, litiga con i collaboratori e poi chiede scusa, risponde alle lettere dei bambini e interviene pubblicamente contro i ritardi dello Stato dopo il terremoto dell’Irpinia. Con Marco Damilano, Albertina Gasparoni, Piero Badaloni ed Enrico Brizzi torniamo anche a Vermicino e ai Mondiali del 1982, fino alla celebre partita a scopone sull’aereo degli Azzurri. Pertini porta la presidenza fuori dal Palazzo e dentro la televisione, inaugurando un rapporto diretto con il pubblico che la politica, negli anni successivi, userà in modi molto diversi.
Fonti: video “La strage alla stazione di Bologna - 02/08/1980”, disponibile sul sito arcoiris.tv; video “L’Italia è il Paese che amo”, pubblicato sull’account Facebook La Stampa il 12 giugno 2023; video “Beppe Grillo: la casta e l’antipolitica”, pubblicato sul sito la7.it il 16 settembre 2011; video “Io rispondo solo agli italiani”, pubblicato su Instagram il 17 dicembre 2025; video “Elezione di Pertini Presidente della Repubblica”, pubblicato sul canale Youtube lostorico1 il 14 maggio 2012; video “Sandro Pertini e la magistrale risposta allo studente che lo contestava”, pubblicato sul canale Youtube Abolizione del suffragio universale il 25 aprile 2024; video “Terremoto Irpinia, il discorso di Pertini in tv”, pubblicato sull’account Facebook The Post Internazionale il 23 novembre 2020; video “Edizione tg1 12 giugno 1981 Alfredo Rampi”, pubblicato sul canale Youtube mcirillo380 il 22 marzo 2007; video sulla tragedia di Vermicino e sull’arrivo di Sandro Pertini, disponibile su Youtube; account Instagram Mario Vazza (@archi.tempo), 11 giugno 2026; video “1986 1° Droga che fare VTS 02 1”, pubblicato sul canale Youtube Vittorio Picchi il 12 febbraio 2013; video “Gol di Tardelli ai Mondiali di Spagna 1982!”, pubblicato sul canale Youtube 80 Voglia di calcio il 23 ott 2015. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Nell’estate del 1960 Sandro Pertini torna a Genova e infiamma Piazza della Vittoria contro il congresso del Movimento Sociale Italiano. È già un parlamentare della Repubblica, ma continua a comportarsi come il partigiano che considera l’antifascismo una parte irrinunciabile della democrazia. Da qui Luca Bizzarri ripercorre la carriera politica di Pertini: il rapporto complicato con i comunisti, la difesa dell’autonomia socialista, la presidenza della Camera e lo scandalo dei finanziamenti dei petrolieri ai partiti. Con Marco Damilano e Giancarlo De Cataldo entra poi nel rapporto con Bettino Craxi, fatto di vicinanza politica, diffidenza e scontri, fino agli anni del Quirinale e alla difficile uscita di scena del 1985. Ma la puntata racconta anche come Pertini sia riuscito a diventare qualcosa di più di un uomo di partito: un presidente amato dai cattolici, celebrato dagli Skiantos e dagli Ex-Otago, trasformato da Andrea Pazienza nel piccolo “Pert”. Un politico dentro il Palazzo che, fino alla fine, ha continuato a sembrare estraneo alle sue regole.
Il 25 aprile 1945 Sandro Pertini parla dai microfoni di Radio Milano Libera mentre nelle città del Nord comincia l’insurrezione contro nazisti e fascisti. Ma per arrivare a quel giorno ha già combattuto per quasi trent’anni. Luca Bizzarri torna all’inizio della storia: al giovane socialista e antimilitarista che parte comunque per la Prima guerra mondiale, all’avvocato pestato dagli squadristi, alla fuga rocambolesca in Corsica con Filippo Turati e al ritorno clandestino in Italia sotto la dittatura. Con Giancarlo De Cataldo e Marco Nicolini ricostruisce gli anni del carcere e del confino, il rifiuto della grazia chiesta dalla madre e l’evasione da Regina Coeli. E attraverso i ricordi del partigiano Giordano Bruschi arriva alla Resistenza, alla Liberazione e alla scelta di Pertini di approvare la fucilazione di Mussolini, ma non lo scempio di Piazzale Loreto. È la storia di come un uomo disposto a pagare un prezzo altissimo per le proprie idee diventa, prima ancora che presidente, il mito di Sandro Pertini.
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“Non c'è libertà senza giustizia, non c'è giustizia senza libertà”: è questo il principio a cui Sandro Pertini è stato fedele fino in fondo. L’ex presidente della Repubblica, il più amato d’Italia, ha voluto dimostrare di essere anzitutto un uomo giusto. E a parlare sono i fatti, la sua straordinaria biografia: combattente antifascista con sei condanne e due evasioni, tra cui una fuga in motoscafo con Filippo Turati; organizzatore della Resistenza; politico capace di accendere le piazze; presidente che sta accanto al popolo tra le macerie, che sa piangere, e che però sa anche gioire, con i pugni alzati al cielo negli spalti di uno stadio.
Flemington è un paese di poche migliaia di anime. Nel gennaio del 1935 ne arrivano decine di migliaia: settecento giornalisti, le radio, i cinegiornali, i venditori di souvenir con la scala in miniatura. Dentro l'aula si gioca la vita di un uomo, ma fuori è già spettacolo. Accusa e difesa si sfidano davanti al mondo intero, tra prove, testimoni e colpi di scena costruiti per i titoli del giorno dopo. È qui che nasce il processo mediatico moderno. Un'ombra che, da allora, non se ne è più andata. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices