Vedere voci

Kolchoz. Intervista a Emmanuel Carrère

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Show Notes

«Quando siamo bambini amiamo i nostri genitori, crescendo li giudichiamo, e poi – con un po’ di fortuna – li perdoniamo». Per raccontarci del suo ultimo romanzo, Emmanuel Carrère, che abbiamo intervistato, prende in prestito da Oscar Wilde una citazione. È in effetti una frase appropriata, per cominciare a dire di quello che nel libro è contenuto: amore filiale, giudizio, fortuna e perdono, in “Kolchoz”, contribuiscono a disegnare una costellazione luminosa. E col passo di appassionato cronista che gli è proprio, Carrère ripercorre stavolta il disegno di una vita a lui contigua: quella di sua madre, Hélène Carrère d'Encausse, senza far sconti alle sue tante durezze, ma rendendole l’omaggio più grande che uno scrittore possa tributare alla propria madre: trasformarla in uno strepitoso personaggio romanzesco.

Se siete pronti per vedere voci, buon ascolto.

Il libro di cui si parla in questo episodio è: * Kolchoz, di Emmanuel Carrère. Traduzione di Francesco Bergamasco. Fabula. 762 pp. Adelphi Edizioni 2026

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